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febbraio 8, 2006 / smile1510

La mia Australia – Sally Morgan

 Intorno agli anni trenta in Australia gli aborigeni sopravissuti alla colonizzazione europea vennero raggruppati ai confini delle città e all’interno di riserve o missioni. Il Dipartimento per gli Affari Aborigeni inoltre presentò una proposta di legge che prevedeva l’assorbimento dei "mezzo sangue", anche se solo vi era il sospetto che il padre non fosse aborigeno, all’interno della comunità bianca. Tra il 1910 e il 1970 migliaia di bambini aborigeni furono sottratti alle loro famiglie d’origine dalla polizia o dagli assistenti sociali, per essere inseriti in istituti di accoglienza o a all’interno di famiglie adottive bianche.

Lo scopo di questa precisa politica di assimilazione del Governo statale era che gli aborigeni perdessero le loro radici e si abituassero gradualmente, facendolo proprio, allo stile di vita europeo, affinché la razza aborigena scomparisse nell’arco di due generazioni.

Molti di questi bambini, conosciuti come le "generazioni rubate" (stolen generations), non avevano neppure 5 anni; la maggior parte non ha mai saputo nulla delle sue vere origini, pochi le hanno scoperte solo molto tardi, quando ormai ogni parente o altro legame con il passato non era più rintracciabile.

L’impatto della separazione ha avuto profonde conseguenze, oltre che sui bambini – che crescendo soffrivano spesso di insicurezza, depressione, sfiducia, con conseguente abuso di alcool e droghe – anche sulla comunità aborigena generando sentimenti di rabbia, impotenza e profonda diffidenza nei confronti del Governo, della polizia e dei funzionari statali.

Il romanzo La mia Australia di Sally Morgan dà per la prima volta in Australia testimonianza alla voce aborigena, raccontando le vicende della sua famiglia e quella del suo popolo.

Sally, giovane donna moderna e realizzata, scopre per caso d’essere aborigena e non indiana come le è sempre stato fatto credere. Pian piano incomincia ad indagare e, nonostante le reticenze della madre e della nonna, restie a raccontare un passato che rappresenta una ferita profonda e dolorosa, riesce a ricostruire la saga della sua famiglia per tre generazioni. Attraverso la ricerca delle proprie radici e della sua identità negata Sally Morgan ci restituisce la versione "nera" della storia australiana, una storia fatta di soprusi, violenze, diritti negati e profonde ingiustizie verso il popolo aborigeno; un popolo dall’altissimo patrimonio spirituale, che ha un intimo, quasi soprannaturale rapporto con la natura, uomini e donne in grado di seguire le misteriose "Vie dei Canti" che hanno così affascinato Bruce Chatwin.

Libro rivoluzionario, tradotto in tutto il mondo, La mia Australia è considerato un classico della letteratura degli antipodi. Autobiografia collettiva, romanzo ricco di misteri e di segreti, documento storico e sociale.


"Ed è molto quello che i bianchi non capiscono. Vogliono che ci assimiliamo ai bianchi, ma noi non lo vogliamo. Quegli aborigeni nel deserto non vogliono mica vivere come i bianchi, e possedere questo e quello. Vogliono semplicemente vivere la loro vita in libertà, non hanno bisogno della legge dell’uomo bianco. Hanno la loro."

 

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6 commenti

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  1. -Rob- / Feb 8 2006 5:34 pm

    Hai mai letto “E venne chiamata due cuori” di Marlo Morgan?
    E’ un libricino leggero e sognante ma molto piacevole che parla di una donna occidentale che per caso si trova a vivere per qualche mese in una tribù di aborigeni…
    Sicuramente ha molto in comune con il libro di cui parli (che purtroppo non ho letto).

  2. smile1510 / Feb 8 2006 5:48 pm

    Rob, si, l’ho letto, prima d’andare in Australia mi sono un po’ documentata… quello che però non sappiamo è che Marlo Morgan ha fior fior di atti di accusa depositate nei tribunali australiani da parte di tutto il popolo aborigeno e altrettante cause in corso per avere rivelato ai quattro venti delle verità sacre custodite da millenni dalla cultura aborigena, verità preziose profanate in poco tempo. certo qui si apre la diatriba se certe cose bisogna divulgarle per il sapere dell’umanità o se è meglio tenere il riserbo… io sono dell’opinione che quello che ha descritto Marlo Morgan (da non confondere assolutamente le due scrittici…non si conoscono neppure!) è stato capito la metà della metà dai noi occidentali! i due libri hanno in comune solo gli “aborigini”, l’uno li osserva dal di fuor, l’altro dal di dentro!

  3. anonimoimbustat / Feb 9 2006 8:51 am

    mi piace tanto questo tipo di libri…me lo segno! 🙂

  4. anonimo / Lug 13 2009 8:48 pm

    Forse non avete notato che la differenza fra il libro di Sally Morgan e quello di Malo Morgan è abissale…la prima racconta una storia in termini storici; una sorta di autobiografia per dare voce ai soprusi che il governo ha attuato nei confronti degli aborigeni. Il secondo invece è il racconto di un’esperienza “spirituale” vissuta dalla protagonista. Come anche l’autrice spiega non tutti gli “occidentali” possono arrivare a comprendere a fondo gli insegnamenti che le sono stati dati dalla tribù aborigena in cui ha vissuto. Per quanto riguarda che cause legali che ha affrontato penso che siano piuttosto infondate…sono stati gli aborigeni stessi a rivelarle la sua “funzione”. Lei è stata spinta dal destino (o come volete chiamarlo) a conoscere quel determinato popolo ed a divulgare le loro tradizioni per dimostrare al mondo che si autodefinisce sviluppato che esistono altri modi di vivere in armonia con gli altri e la natura, nel reciproco rispetto di entrambi.
    Penso che “my place” e “venne chiamata due cuori” non sono assolutamente due libri confrontabili o confondibili!!
    La differenza non è tanto nell’osservare gli aborigeni dal di dentro o dal di fuori, quanto nel raccontare gli avvenimenti propriamente storici sottoforma di autobiografia e gli avvenimenti del tutto particolari e unici di un grupo di persone. Marlo non permette nemmeno a sè stessa di descrivere la locazione della tribù aborigena o i loro nomi reali…Sally invece spiega in maniera molto più dettagliata le informazioni che hanno avuto rilievo nella sua vita.

  5. anonimo / Lug 31 2009 8:26 pm

    Amo l’australia per questo motivo ho letto il libro “La mia Australia”. Ho trovato questo libro magnifico pieno di cultura, sentimenti, insomma unico. Ho anche letto “… e venne chiamata due cuori” ma, nel complesso, trovo molto più ricco e meraviglioso il primo libro.

  6. anonimo / Giu 30 2010 4:59 pm

    la vera differenza tra i due libri sta nel fatto che quello di marlo Morgan è completamnete inventato, per questo è stata denunziata e diffidata dagli anziani aborigeni e adesso nelle nuove versioni del libro lei stessa ammette che si tratta di un romanzo di fantasia

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